Omaggio del pratese Malaparte alla sua terra, "Maledetti toscani"
è uno scanzonato ritratto di ambienti e psicologie condotto con
ironia e arguzia, ricco di aneddoti, curiosità e gusto polemico.
Sotto un impianto baroccheggiante di descrizioni pittoriche,
esasperate fino all'impressionismo, si cela però un libro poetico,
amaro e malinconico. Leggendolo si ascolta la voce di un esule,
novello Ulisse che canta la sua Itaca. Protagonista assoluta è la
Toscana madre di artisti, terra di cultura (dagli Etruschi al
Rinascimento), che infonde nella scrittura di Malaparte echi illustri
della tradizione letteraria, da Dante alle novelle del Fucini. Ma è
anche la Toscana dell'infanzia e della giovinezza perduta, terra
che attraverso i ricordi di luoghi, voci e profumi si fa centro
gravitazionale dell'universo malapartiano, archetipo dell'esistenza,
specchio ideale della nazione.