E' il primo libro che leggo di Paolo Nori e non nascondo che ho faticato parecchio, qualcosa come 50 pagine (su 200 totali), prima di entrare in sintonia con il suo stile, volutamente ricco di ripetizioni e povero di punteggiatura. Anche il libro in sé è particolare, tanto nella trama (ci troviamo nella Russia del 1912, immersi nell'avanguardia poetica) quanto nei personaggi (Pasa e Sasa, due giovani arrivati a Pietroburgo per studiare matematica ma rapiti dall'ambiente letterario). In breve, un libro non per tutti, così come non per tutti è lo stile di Nori: ho faticato per arrivare alla fine (e un libro che ti affatica non è mai una bella cosa), ma ho faticato volentieri. Mi riservo quindi la lettura di un altro libro per un parere definitivo sullo scrittore. Anche perché abita vicino casa mia, sia mai che me lo ritrovo al citofono.

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